La tecnologica, e la sua applicazione alla vita di tutti i giorni, è il motore dell’innovazione umana e ci permette cose che non avremmo mai pensato di fare in passato.
Se vi dicessimo che in futuro sarà possibile produrre le portate di un pasto con una stampante 3D ci credereste?

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Il futuro della stampante 3D in cucina

Il filosofo tedesco, ispiratore di Engels e Marx, Ludwing Feuerbach (1804-1872) affermò “L’uomo è ciò che mangia”. La salute di anima e corpo è strettamente collegata alla nutrizione. L’attenzione a ciò che mangiamo è in crescita: sempre di più cerchiamo di capire le etichette nutrizionali dei cibi cercando di bilanciare i valori nutrizionali. Se ci fosse qualcuno o qualcosa in grado di cucinare delle pietanze gustose e con i corretti macronutrienti? Si tratta della stampante 3D!

La stampante 3D è un apparecchio che riproduce un modello virtuale tridimensionale nel mondo reale. Le più comuni stampanti 3D utilizzano per lo più materiali plastici trasformati in fili di varie sezioni e raccolti in bobine, questi fili vengono fusi e estrusi tramite ugelli. Una volta uscito il materiale solidifica creando uno dopo l’altro i vari strati del modello: questo processo è chiamato “additive manufacturing”. Ci sono differenti tipologie di stampante 3D, anche la varietà di materiali impiegati si è estesa fino ad utilizzare materie prime commestibili.

In ambito nutritivo, gli studi stanno fondendo due ambiti di ricerca, la bioingegneria e il design, e stanno testando diverse sostanze.

Il progetto Editable Growth

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Il progetto Edible Growth unisce il mondo del food e quello del design di matrice tecnologica ed è guidato dalla designer tedesca Chloé Rutzerveld.

Il tutto inizia da un particolare contenitore esterno composto da impasto e creato grazie a una speciale stampante 3D. Questi involucri costituiti di proteine e carboidrati contengono terriccio edibile composto da diverse tipologie di semi e batteri utili all’organismo umano.

Una volta creati questi involucri bisogna attendere qualche giorno che i semi germinino e crescano le piantine, che usciranno dalle fessure degli involucri. Una volta cresciute le piantine i biscotti viventi Edible Growth sono pronti per essere assaporati e apprezzati.

L’obiettivo della designer tedesca è dimostrare che il cibo high-tech può essere allo stesso tempo naturale e salutare e potrebbe dare risposta al problema dell’alimentazione sostenibile.

Ingredienti ridotti in polvere

La NASA ha investito in stampanti 3D, in vista delle esplorazioni su Marte del 2030.

Nel prototipo di stampante 3D della NASA gli ingredienti sono ridotti a polvere, contenuti in capsule e mescolati con l’acqua per creare il cibo desiderato.

Anche l’esercito americano sta valutando la stessa idea di base: dei biosensori rileveranno i parametri nutrizionali dei soldati e le eventuali carenze nutrizionali verranno colmate da una barretta energetica prodotta ad hoc con la stampante 3D.

Foodini: l’elettrodomestico del futuro

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Foodini è una delle stampanti 3D più famose in ambito food: ha le dimensioni di un fornetto e presenta 3 capsule da riempire con ingredienti freschi.

Foodini li mescola e assembla per creare diverse ricette. L’idea alla base della macchina è riportare in cucina quella persone che, per mancanza di tempo e voglia, finiscono sempre più spesso di consumare i pasti fuori casa.

I benefici della stampante 3D in cucina

Le stampanti 3D potrebbero portare a numerosi benefici alla salute e alle attività umane: diminuzione dell’impronta ambientale dell’uomo, riduzione delle aree destinate all’agricoltura intensiva, riduzione dello spreco alimentare.

Le stampanti 3D permetterebbero di produrre cibi con specifiche qualità nutrizionali in grado di compensare carenze nutritive e utili a individui con patologie alimentari.

E voi cosa ne pensate riguardo all’utilizzo della stampante 3D in cucina? Sareste curiosi di assaggiare un piatto “cucinato” in 3D? Fateci sapere cosa ne pensate lasciando un commento qui sotto!

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